Liberà e Il potere di avere fiducia in qualcuno.

 Liberà e Il potere di avere fiducia in qualcuno.

 

Oggi scrivo da questo cono di plastico che mi fa sentire tutto con eco, che mi fa sentirmi come si fossi ubriaco quando camino e che quando mi avicino al foco di casa mi va sentire che sto per sciogliermi. Quella mattina mi sono svegliato quando Phanu mi ha cominciato a chiamare, “amore, amore”, non sapeva si parlava con me, perche normalmente no mi chiamava cosi. Sono uscito del letto pensando che dovevamo andare a lavorare presto quella mattina, Io non voleva andare ma non poteva lasciarlo da solo.

Da due giorno che mi aveva successo un incidente che mi aveva lasciato spaventato. Era la ora di lavoro, e tutti eravamo fuori, aveva un poco di sole dopo alcuni giorni nebulosi, Io faceva il giro da una parte a altra per vedere a tutti. In un momento ho sentito rumore, ho pensato sono gli altri canni, lasciami andare a giocare un poco prima di tornare a casa. Sono passato il pineto e di pronto mi sono trovato con alcuni cani molto strani, loro erano grossi con il cappello duro, le orecchie piccole, i denti con punti  e il naso tropo lungo , e quando Io abbaiava loro rispondevano con un rumore strano, Io mi sono avvicinato e in un secondo mi hanno cominciato a attaccare. Mi mordevano le gambe con una forza bruta, Io non capiva niente, era in shock, la prima cosa che ho fatto è abbaiare con tutto il cuore: “Phanuuuuuuu,   Phanuuuuuu,” e dopo di pensare che lui era nella altra parte del bosco e vedendo che loro erano tre, ho provato a correre, loro hanno corso dietro di me, ma Io ho ricordato che loro erano grossi, sono corso lo più veloce che poteva. Quando li ho perso non sapeva dove cavolo era, ma in quello momento ho sentito una machina, era Martina, lei mi ha visto, e mi ha portato a casa, Io tremava, voleva parlare di tutto ma nessuno mi capiva.  Il dolere che aveva nel corpo era orribile. Io non capiva più chi era buono e chi era malo in questo mondo. Io era buona, ma per che mi aveva successo quello, perche quelli canni strani erano cosi cattivi.  A la sera Phanu e Martina mi hanno presso tra le due e mi hanno cominciato a toccare le ferite e mi facevano male, non capiva cosa volevano fare con me, Io era già abbastanza spaventata mi si di qualcuno mi ho fidato sempre e di Phanu, per quello non diceva niente, ma voleva piangere.

Al seguente giorni c’era la festa prima del natale, e tutta la famiglia era qui, animali, e gente per tutti posti, Io nono voleva vedere nessuno, Io a tutti li vedevi i denti filosi, nessuno mi ha dato fiducia, tutti mangiando come animali, Io mi sono andato da fronte al foco, a vederlo, perche solo di vederlo erano le risposte a molte domande che Io mi faceva alla mia testa. Dopo un tempo che mi hanno lasciato da sola, hanno cominciato a chiamarmi: “Liberà. Liberà, vieni”  Liberà. Liberà,  non hai fame” Io aveva fame ma dopo quello che mi aveva successo Io non voleva mangiare più animale nella mia vita.  Mi hanno chiamato e in un momento Phanu è venuto da me, e mi ha detto hai fame, Io sono andato a tavola, solo per non essere non educato, ma quando ho visto il pezzo di carne da fronte a me, lo ho mangiato, e non solo quello, che era buonissimo. Tutti mi chiamavano, e mi davano di mangiare,  dopo un buon giro per la tavola e già con la pancia piena ho tornato da fronte al foco. Quando tutti si avevano andato  Io sono andato a vedere l albero di natale e sono andato alla stanza a dormire.

Al seguente giorno mi sentiva un poco migliore di animo, ma il dolere nelle gambe era ancora forte.  Sono uscito, ho visto come lavoravano i miei compagni, ho provato a correre a saltare, mi doleva. Alla sera mi hanno lasciato con gli ospiti che alcune volte mi parlava in italiano e altre in spagnolo. Abbiamo fatto la cena insieme, e li ho fatto compagnia un ottimo. Alla notte sono arrivato Phanu e Martina e siamo andati in letto.

Mentre dormiva sognava con questi orribile canni, mi svegliava del incubo  e tornava a dormire, e quando riposava meramente il corpo, la mente e il anima ho cominciato a sentire che Phanu gridava: “amore, amore”,  non sapeva si parlava con me, perche normalmente no mi chiamava cosi. Sono uscito del letto pensando che dovevamo andare a lavorare presto quella mattina, Io non voleva andare ma non poteva lasciarlo da solo.  Siamo andati in macchina senza dire molte parole, lui mi vedeva ogni tanto. Dopo una mezza oretta avevamo arrivato al ospedale. Io non voleva andare, si aversi saputo che era per andare di la, non mi aveva svegliato. siamo stati una ora aspettando quando di pronto mi ha visto il veterinario, lui parlava con Phanu, Io non capiva un cavolo, in un momento Phanu ha uscito della stanza, il dottore mi ha detto: “Buona notte Liberà” e solo ho visto una iniezione gigante, da fronte a me. Dopo non ricordo niente, la prossima immagini che viene a la mia testa e di essere un poco addormentata dentro la machina, e dopo era a casa. Io non capiva un cavolo. Non stava  male, me sentiva come si fosse ubriaca, molto stanca e un poco confusa che cosa mi avevano fatto, le ferite si sentivano di forma diverse, mi avevano tagliato i capelli e avevo molto freddo.

Gli altri cani le facevano domande, ma lei non capiva. Cronos sapeva che tipo di cani l'avevano attaccata. Anche King e Kong lo sapevano; volevano persino combattere, ma Libera non voleva altre ferite.

 

Non si fidava di nessuno, dubitava persino di Phanu, ma d'altronde le persone in casa erano state le sue schiave per dieci giorni. L'avevano nutrita, portata in braccio e si erano sdraiate sul pavimento in modo che lei potesse salire sulle loro schiene e arrampicarsi sul letto o sul divano.

Le davano cibo, crocchette, affetto, baci e riparo; facevano di tutto per farla sentire meglio. Così ho capito di nuovo che le brave persone vanno tenute vicine e di cui ci si deve fidare profondamente, e da quel giorno in poi Liberà decise di dare a Phanu, e a tutti in casa, più affetto e protezione.





Comentarios

Entradas populares de este blog

L`ultima passeggiata.

Ciao Corto Perro